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Tarsipes rostratus
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L'mwcaopossum del miele (mwcqmwcgTarsipes rostratus mwcwGervais e Verreaux, 1842) è un minuscolo mwdamarsupiale dell'mwdqordine dei mwdgDiprotodonticite-ref-2[2]. È l'unica mwewspecie del mwfagenere mwfqmwfgTarsipes mwfwGervais e Verreaux, 1842 e della famiglia dei mwgaTarsipedidi (mwgqTarsipedidae).
Contents
• Biologia
• Note
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Tassonomia
L'opossum del miele non mangia il mwhqmiele ed è un parente solo alla lontana degli mwhgopossum. È un animale dalle caratteristiche uniche: la sua storia fossile non è nota prima di 35.000 anni fa e sembra essere l'unico rappresentante sopravvissuto di una linea di mwhwmarsupiali che si è staccata molto presto dal ceppo opossum-canguricite-ref-eom-3-0[3]. Poiché è particolarmente adattato a nutrirsi di mwjapolline e di mwjqnettare si è evoluto probabilmente quando circa 20 milioni di anni fa si diffuse ampiamente una gran varietà di fioricite-ref-eom-3-1[3]. Ambienti di questo tipo esistono oggi in aree ristrette intorno al cuore arido dell'mwkgAustralia; quelle che si trovano nell'Australia sud-occidentale sono ancora molto variate e con più di 3600 specie di piante floreali, in tal modo ci sono sempre delle piante in fiore che forniscono abbastanza cibo a questi animali totalmente dipendenti dal nettarecite-ref-eom-3-2[3].
Descrizione
I maschi di opossum del miele hanno una lunghezza testa-corpo di 6,5-8,5mwmg cm e una coda di 7–10mwmw cm; le femmine, un terzo più pesanti dei maschi, hanno una lunghezza testa-corpo di 7–9mwna cm e una coda di 7,5-10,5mwnq cm. Il manto è brizzolato grigio-marrone sul dorso, rossastro sui fianchi e sulle spalle, vicino al crema ventralmente. Sul dorso corrono tre strisce: una distinta marrone scuro che va dalla base della testa a quella della coda, le altre ai lati di questa sono marrone scuro. Questi piccoli mammiferi hanno un muso appuntito e una mwngcoda prensile più lunga del corpo dell'animale. Il primo dito dell'arto anteriore è opponibile agli altri e il palmo è ampio per afferrare i rami: tutte le dita hanno dei cuscinetti sulla puntacite-ref-wcw-4-0[4].
L'opossum del miele si muove veloce attraverso la vegetazione a passo di corsa veloce; la coda viene usata come supporto aggiuntivo e per stabilità nell'arrampicarsi, e quando si nutre usa le zampe anteriori libere per manipolare i fiori. Con le sue mani prensili, i piedi e la coda e la piccola taglia, l'opossum del miele può nutrirsi dei piccoli fiori terminali di tutti i rami, tranne i più esili. I mwpadenti sono pochi e anche ridotti in dimensione, e i mwpqmolari sono in realtà dei piccoli conicite-ref-wcw-4-1[4].
Distribuzione e habitat
L'opossum del miele è mwraendemico dell'estremità sud-occidentale dell'mwrqAustralia Occidentale, dove popola zone calde, cespugliose e boscaglia bassa e apertacite-ref-iucn-1-1[1].
Biologia
L'opossum del miele comunica unicamente con un modesto repertorio di segnali visivi e con piccoli squittii, a causa della sua vita soprattutto mwtanotturna. L'mwtqolfatto, d'altro canto, sembra molto importante nel comportamento sociale e nell'alimentazione. Ambedue i sessi sono maturi a circa sei mesi. Le nascite avvengono durante tutto l'anno, ma il numero di nascite è a un livello molto basso a metà estate (dicembre), quando poche piante sono in fiore, prima di raggiungere il massimo durante i mesi di gennaio-febbraio. Ci sono due ulteriori picchi meno sincronizzati a circa tre mesi di intervallo, il tempo minimo richiesto per allevare un piccolo. Una seconda cucciolata può nascere molto presto, subito dopo che la prima ha lasciato il mwtgmarsupio o è svezzata, dal momento che nell'opossum del miele esiste la mwtwdiapausa embrionale; è l'unico marsupiale a parte i canguri e i wallaby (famiglia mwuaMacropodidi e mwuqPotoroidi) che abbia questa capacità.
Questa organizzazione delle nascite fa sì che il piccolo sia pronto per lasciare il marsupio e badare a se stesso nel momento in cui il cibo è più abbondante, in autunno, in primavera e all'inizio dell'estate.
Il corteggiamento è minimo: il maschio segue una femmina che sta diventando recettiva e cerca di montarla, ma solo quando questa è realmente in calore resta ferma per il tempo sufficiente all'mwvaaccoppiamento. I giovani alla nascita sono piccoli (pesano 0,005 g) e il loro stadio di sviluppo è quello tipico di un giovane marsupialecite-ref-eom-3-3[3]. Il marsupio ha quattro mammelle e anche se si possono aver cucciolate di 4 piccoli, 2 o 3 sono la regola comunecite-ref-eom-3-4[3].
I giovani vengono portati dalla madre nel profondo marsupio per circa 8 settimane; in questo periodo ogni piccolo raggiunge il peso di 2,5 g e ha una pelliccia quasi completa che include le strisce posteriori; ha gli occhi aperti, ma è molto instabile sulle zampecite-ref-eom-3-5[3]. Non appena si avventurano fuori dal marsupio, la madre lascia i piccoli nel mwygnido (un vecchio nido di uccello o una cavità di un tronco) mentre si nutre e ritorna di tanto in tanto per prendersi cura di loro. Dopo pochi giorni, i piccoli sono in grado di cavalcare sul dorso della madre, ma la madre sembra volerlo evitare, se è possibile, dato che con l'intera prole sul dorso riesce a muoversi a fatica. Circa una settimana dopo aver lasciato il marsupio, il giovane segue la madre mentre essa si nutre. I piccoli smettono di succhiare il latte a circa 11 settimane e probabilmente si disperdono poco dopocite-ref-eom-3-6[3].
In cattività le femmine sono dominanti sui maschi e sui giovani e sono molto aggressive con gli estranei, specialmente se maschi; questo suggerisce che, allo stato libero, l'area esclusiva delle femmine con la prole rappresenti un'area temporanea per la nutrizione e la nidificazione. Tali femmine sono intralciate dai loro piccoli perché sono costrette a ritornare al nido per averne cura, dopo che questi sono usciti dal marsupio. Gli opossum del miele frequentemente si uniscono tra loro, un comportamento di risparmio energetico, comune a molti piccoli mammiferi. Quando il clima è freddo e il cibo è scarso, possono entrare in una specie di mwaaletargo.
Conservazione
L'opossum del miele attualmente non è in pericolo di estinzione, ma con l'andar del tempo, una specie con una distribuzione così ristretta potrà richiedere delle attenzioni particolaricite-ref-iucn-1-2[1].
Note
cite-note-iucn-11. mweq(mwegmwewEN) Lamoreux, J. & Hilton-Taylor, C. (Global Mammal Assessment Team) 2008, mwfamwfqTarsipes rostratus, su mwfgmwfwIUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, mwgaIUCN, 2020.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Tarsipedidae / honey possum, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Tarsipes rostratus, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Tarsipes rostratus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefitis(EN) Tarsipes rostratus, su ITIS.
• citerefiucn(EN, JA, FR, ES) Tarsipes rostratus, su Lista rossa IUCN.